Venerdì, 27 Febbraio 2015 15:31

Il burro di illipé

Spesso, anche negli articoli del nostro blog, poniamo enfasi sul fatto che la natura ci offre particolari prodotti, adatti per la cura del nostro corpo e per la bellezza. Trattamenti naturali, olii miracolosi, terricci anti età. Basti pensare ai vari olio di neem o di argan, oppure alla torba irlandese, di cui parlavamo e così via. Anche oggi vogliamo presentare un prodotto naturale: il burro di illipé. L'illipé è un genere di pianta della famiglia Sapotacee, con circa 30 specie, tutte arboree, dell’India e della Malesia. Illipe latifolia, detta dagli indigeni mahwa, fornisce l’olio (o di bassia o di mahwa); i suoi fiori, con corolla carnosa e dolce, sono consumati crudi o seccati. Illipe malabrorum (Bassia longifolia), con fiori e frutti mangerecci, e Illipe butyracea danno un grasso (olio di mohwra) usato nell’alimentazione e per la fabbricazione di candele e saponi: il grasso si ottiene dai semi per ebollizione o spremitura ed è una massa di consistenza sebacea, giallastra, dall’odore leggermente aromatico, costituita da gliceridi dell’acido oleico (43%), palmitico (24%), stearico (19%) e linoleico (14%).

Frutto dell'illipé

Il burro di illipé

Il burro di illipé si ottiene dalla lavorazione della pasta grassa naturalmente contenuta nei semi di due piante orientali del genere Shorea: la Shorea macrophylla e la Shorea Stenoptera, entrambe molto diffuse in Malesia ed Indonesia, in particolare nel Borneo. Tuttavia con lo stesso nome ci si può riferire ad un altro burro, ricavato dalla Madhuca longifolia, in India. Sebbene entrambi i burri siano utilizzati per scopi alimentari nel loro luogo d’origine, il burro di illipé ricavato dagli alberi di Shorea è largamente utilizzato per la cura della persona, e commercializzato ad uso cosmetico anche in Italia, è di questo burro che ci occuperemo in questa scheda descrittiva. La lavorazione per ottenere il burro di illipé è molto simile a quella del burro di karité, ma le sue caratteristiche si avvicinano a quelle del burro di cacao. Si presenta denso, con colore che varia dal bianco pallido all’avorio, talvolta rosato; odore leggero che ricorda lontanamente le noci. A temperatura ambiente è duro e poco untuoso. Il burro di illipé è apprezzato per le sue proprietà idratanti elasticizzanti ed è molto ricco in acidi grassi (acido palmitico, stearico, oleico, linoleico, arachidonico); previene quindi la secchezza cutanea rimanendo con persistenza sulla pelle. La sua composizione chimica, il suo aspetto e la sua utilità sono del tutto simili a quella del burro di cacao, ma rispetto a questo ha un punto di fusione più alto e un odore molto meno forte. É un buon cicatrizzante.

Burro di illipé

Come utilizzare il burro di illipé

Viene usato per proteggere dal freddo le pelli sensibili, per idratare la pelle secca o screpolata, per combattere gli inestetismi della cellulite e attenuare rossori, dermatiti, scottature. Il suo utilizzo principale rimane però quello di burro da massaggio, è largamente utilizzato in cosmetica e nei centri benessere per massaggi o per trattamenti rivolti alla cura del corpo soprattutto per ammorbidire calli di piedi e mani. Si presta bene ad essere unito ad altri oli e burri vegetali. Il burro di illipé, inoltre, si distingue per la sua duplice funzione nei prodotti per la cura dei capelli: combina infatti alla sua funzione di idratare e nutrile il capello anche la capacità di regolare la consistenza, aumentandola, dei balsami. Il suo odore, decisamente più leggero di quello del burro di cacao, lo rende una valida alternativa ad esso per realizzare prodotti più delicati o in cui l’aroma del cacao stonerebbe.

Pelle elastica, con il burro di illipé


E con questo concludiamo il nostro articolo, ringraziando per le informazioni FlowerTales. Alla prossima!

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